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CULTURA e SOCIALE
 

Casa Famiglia

"Il Percorso"

Costituzione Cooperativa anno 1989 - “Sant’Agapito Martire”- Apertura casa Famiglia anno 1990  

L’attuale struttura della Casa Famiglia, ex edificio scolastico, è ubicata nella frazione "Scalo Ferroviario".

Conta della presenza di 14 pazienti di cui 12 in regime di ospitalità residenziale e 2 in condizioni di residenzialità diurna. La gestione è affidata ad una Cooperativa di 14 soci.

La Cooperativa è convenzionata con il comune di Sant’Agapito. La gestione organizzativa è affidata ad un Comitato Tecnico presieduto dal Sindaco (Sen. Antonino Valletta). Parecchie innovazioni sono state effettuate alla struttura, sia in adeguamento (Legge 626 - 381) che di ristrutturazione.

 
 

Inserimento lavorativo e scolastico e formazione professionale

L’inserimento lavorativo è un altro punto fondamentale della strategia riabilitativa adottata in questo Centro, considerando comunque le molteplici sfaccettature della questione, in quanto le abilità e le pertinenze specifiche di ogni paziente ne determinano una attenta e scrupolosa valutazione da parte dell’èquipe riabilitativa, che esperisce le possibilità soggettive dei pazienti in questione prima all’interno del Centro, in ambito lavorativo protetto poi. Una possibilità concreta è stata individuata nella possibilità di costituire una Cooperativa di tipo B (Il Triangolo), che abbia come primo interesse la Rilegatoria. Motivazione prima di questa idea è il fatto che gli ospiti del Centro durante l’anno 1998, hanno seguito un corso di formazione in rilegatoria, organizzato dall’AMFAIP con il patrocinio e la sponsorizzazione della Regione Molise. Un’altra occasione di formazione finalizzata ad un eventuale futuro sbocco lavorativo è il corso di Telelavoro organizzato dall’AMFAIP (progetto horizon), che ha visto impegnati gli Ospiti del Centro di Sant’Agapito assieme a quelli delle altre Case Famiglia della provincia di Isernia.

Iniziative di socializzazione

Periodicamente sono previsti incontri con il gruppo degli operatori per una valutazione sugli sviluppi del programma di riabilitazione psico - sociali. Lo scopo del Centro è quello di far raggiungere agli ospiti il più alto livello di “funzionalità” possibile, sia per quanto riguarda gli aspetti di vita sociale che la riappropiazione dell’autonomia del soggetto. L’organizzazione prevede pertanto la predisposizione di una serie di attività finalizzate al mantenimento delle abilità sociali dell’ospite:

- contatti periodici con le famiglie degli utenti

- inserimento dell’ospite in cooperative di lavoro

- attività specifiche a carattere terapeutico - riabilitativo (attività fisica di ginnastica, di  nuoto)

- utilizzo di mezzi pubblici

-   gite e soggiorni estivi gestiti in piccoli gruppi. 

Interventi di gruppo personalizzati 

Le strategie terapeutico-riabilitative, premessa ai programmi e progetti di gruppo e personalizzati, sono state terra fertile per il lavoro svolto nella Struttura di Sant’Agapito, che ha visto impegnati gli Operatori e gli Ospiti in sedute di gruppo settimanali, ad orientamento analitico per i pazienti, di formazione relazionale-comportamentale per gli operatori. Gli interventi, valutati “sul campo”, hanno portato alla realizzazione di situazioni come l’alloggio estivo, svolto in collaborazione con il Centro di Frosolone, nel quale due gruppi eterogenei si incontravano per una esperienza nuova ed unica, risultata del tutto positiva sia per la valutazione in un contesto sociale “nuovo”, dove i pazienti hanno potuto esperire occasioni di incontro-scambio sul piano della relazione, sia per il grado di integrazione fra operatori ed ospiti, che ha garantito una successiva evoluzione di intervento.

Il corso di nuoto, è stato un altro programma terapeutico-riabilitativo di gruppo svolto dal Centro di S. Agapito, sempre in collaborazione con il Centro di Frosolone; obiettivo questo che è stato raggiunto grazie al notevole contributo degli Operatori dei due Centri che si sono fatti garanti nel tempo (il corso va avanti da un anno), di supportare un notevole ed importante entusiasmo iniziale da parte dei pazienti.

Le finalità del gruppo piscina si possono sicuramente rintracciare in una occasione di “socializzazione” con un contesto nuovo e aperto, ma non ultima ragione di questo corso è stata la possibilità di una attività fisica che mettesse in “discussione” il rapporto dei pazienti con il proprio corpo,e che desse loro la possibilità di “rielaborare” sensazioni e vissuti esperienziali, all’interno dei gruppi di supervisione ad orientamento psico-terapeutico.

Per quanto riguarda gli interventi personalizzati, è difficile sintetizzarli in poche righe, per quanto basti pensare che nelle strategie riabilitative si è rintracciata all’interno del nucleo familiare una figura di riferimento importante, inserita all’interno dei gruppi di supervisione insieme agli operatori, così da garantire una continuità di intervento anche qualora il paziente rientrasse per brevi periodi di prova, o definitivamente nel nucleo familiare.

Programmi futuri

La questione fondamentale che ci si prefigge di prendere in considerazione nel corso dell’anno futuro è sicuramente il fenomeno della “nuova cronicità”, di conseguenza un “nuovo” modo di intendere la riabilitazione, riferendosi alle ultime tendenze culturali in psicopatologia, che vedono la cronicità come un complesso fenomeno che non prevede l’istituzionalizzazione afinalistica e di conseguenza una presa in carico gestionale del paziente, ma un processo che al contrario scopre nella peculiarità stessa del fenomeno la risoluzione del problema, attraverso l’identificazione di possibili eventuali modalità di espressione di quel “bene salute” menzionato nella legge 180. 

In altri termini non è possibile considerare la “vecchia cronicità” (individui che hanno alle spalle anni di istituti psichiatrici ed un numero considerevole di ricoveri per la riacutizzazione della sintomatologia psichiatrica) come la “realtà da terapeutizzare”; al contrario, quella è una realtà oramai assunta dalle nostre strutture, ma con dei limiti evidenti nel processo riabilitativo. Diverso è per i “nuovi cronici”, hanno una storia dissimile da quella sopra menzionata, addirittura il momento di ricovero nelle nostre Strutture Riabilitative, in alcuni casi è estremamente vicino nel tempo all’esordio psicotico segno che l’individuazione di co-fattori riferibili al contesto hanno una importanza estrema nel manifestarsi del disturbo.

E’ fuor di dubbio che una situazione di questo tipo preveda una formazione ed un impegno da parte degli operatori non conosciuto fino ad ora, difatti la partecipazione a Corsi formativi sia in Psico-Riabilitazione che in fondamenti di Psicopatologia è stata una espressa richiesta degli stessi prima, un terreno di confronto fra operatori e medici poi.

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