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LA STORIA
 
Notizie Feudali

Non c’è dubbio che Sant’Agapito facesse parte della contea di Isernia nel periodo longobardo, e della contea del Molise nel periodo normanno.  Nel secolo XII , S.Agapito divenne feudo di una famiglia omonima: la quale aveva presumibilmente assunto il nome del feudo per distinguersi dal ramo diretto della stirpe da cui discendeva, e di cui non voleva apparire cadetto o minore. Non si conosce quale fosse la stirpe. Si sà, invece, che i S.Agapito tennero in signoria l’università dallo scorcio del secolo XII sin oltre la metà del secolo XV, e cioè per circa tre secoli. Dei molti titolari della potente famiglia, sopravvive la memoria di soli cinque per Sant’Agapito, e sono:

Anno                1069                Matteo cavaliere che seguiva Riccardo I (dal catalogo borelliano)

“                      1326                Roberto             cavaliere del re d’Angiò

“                      1330                Gualtiero      

“                      1381                Nicola conte e cavaliere aragonese

“                      1443                Leone conte e cavaliere di Alfonso I

 
Entrata del Palazzo Feudale
Palazzo Feudale "Il cortile"

Nella prima metà del secolo XV – se non pure dallo scorcio del secolo precedente – S.Agapito fu dominio dei Gaetani, celebri per le signorie di Fondi e di Morcone. Giovannantonio Gaetani nel 1444 vendette il feudo ad Antonio d’Afflitto per 4.200 ducati.. Antonio d’Afflitto  apparteneva alla famiglia comitale di Trivento, e della sua discendenza S.Agapito fu feudo per circa un secolo.Nella prima metà del secolo XVI S.Agapito appartenne alla famiglia de Storrente. Si ignorano di questa casata le origini, si sa che Lucrezia de Storente nel 1555 alienò l’Università in favore di Gianfrancesco de Angelis di Teano. Nella prima metà del secolo XVII  S.Agapito passò in dominio della famiglia Provenzale, per compra fattane da Andrea Provenzale siciliano, nato a Trapani nel 1579 e deceduto nel 1645 dopo essere stato Presidente della R.Camera della Sommaria. Giuseppe Provenzale, donatario del padre, ebbe il titolo ducale sul luogo nel 1637.Giovanni Provenzale fu pur titolare di  Sant’Agapito, e nel 1775 fece restaurare la sepoltura familiare nella Chiesa dello Spirito Santo in Napoli, come si legge nella lapide tombale situata nella crociera del sacro edificio. Dai Provenzale, nel secolo XVIII, Sant’Agapito passò in feudo con titolo marchesale ai Caracciolo del ramo Pisquizi: i quali furono in prosieguo duchi d’Avigliano e principi di Pettoranello. L’ultimo titolare feudale di S.Agapito risiedeva in Napoli, e subì il saccheggio del proprio palazzo  dai francesi  nel 30 gennaio 1799. Portava il titolo marchesiale di S.Agapito nel 1824 un Caracciolo, Intendente della Provincia di Terra di Lavoro; ed il Settembrini nelle sue “Ricordanze” narra che lo vedeva  “ ogni mattina in chiesa servire a messa come un sacrestano; ed ogni domenica radunava tutti i suoi impiegati, se li menava dietro come pecori, e tutti in chiesa a cantare l’ufficio della Vergine, udire un paio di messe ed una predica: e guai a chi mancava!  Mi pare ancora di vederlo quel figuro di Intendente con tanto di bocca spalancata cantare salmi e volgersi intorno, e farsi crocioni con la mano che parea giocasse di spadoni.” 

Il duplice titolo di marchese d Sant’Agapito e principe di Pettoranello è stato  portato da Vincenzo Caracciolo, nato in Napoli il 14 novembre 1872 e da Giuseppe e Marianna Zambra deceduta nel 1885.

 
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